GLI ALBERI DA FRUTTO DI VARIETA’ ANTICA

Sono beni comuni frutto del lavoro e dell’intelligenza di numerose generazioni, di cui ancora oggi non siamo in grado di valutare appieno l’importanza e la ricchezza genetica e che sarebbe poco saggio distruggere. Ogni giorno stiamo perdendo  numerose specie nel campo della vegetazione arborea fruttifera.

Innanzitutto per una coltura più intensiva le piante vengono nanizzate: dove prima si trovava un vecchio melo oggi ci sono circa centodiciassette portinnesti.

Questi però, avendo apparati radicali ridotti, non solo hanno una scarsa salubrità, ma richiedono molta acqua, numerosi concimi e grandi quantità di diserbanti che riducono al minimo la biodiversità moltiplicando i problemi.

Inoltre le progressive manipolazioni operate dall’uomo cambiano le caratteristiche organolettiche e nutrizionali  del frutto per cui se un kg di mele antiche, conteneva 310 mg di Vitamina C, un kg di varietà moderna come la Golden ne presenta una quantità quattro volte inferiore.


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Che cosa mai sarà un azzeruolo?  E una mela golia, o una mela rosa mantovana? Chiediamoci se siamo in grado di riconoscerne il sapore . Perchè se non siamo in grado noi di farlo, non saremo nemmeno in grado di trasmettere queste informazioni ai nostri figli, e ai figli dei nostri figli.

In questa azienda si cerca di coltivare e diffondere queste piante, con l’intento di conservare e incrementare un patrimonio culturale fatto di colori, sapori, profumi che è patrimonio di tutti. Perchè è solo conoscendo queste bellissime piante che le si può amare, ed è solo amandole che si riesce a coltivarle, proporle, riscoprirle.

 

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